Come collegare il cellulare al pc

Con gli smartphone, che sono del tutto assimilabili a computer portatili, è possibile svolgere praticamente tutte le operazioni. Tuttavia, ancora oggi il notebook resta il primo strumento di archiviazione dei propri dati, quindi è necessario sapere come collegare il cellulare al pc per scambiare i dati.

Collegare il cellulare al pc

Collegare il proprio dispositivo mobile al notebook è un’esigenza che può nascere da differenti cause. Tramite questa connessione, ovviamente, si possono scambiare file, immagini, contenuti multimediali e persino condividere una connessione a internet, nel caso in cui lo smartphone possa funzionare anche da hotspot personale.

Ma come si può collegare il cellulare al proprio notebook? La risposta sembra ovvia: mediante un cavo. Eppure, le soluzioni a propria disposizione sono molto più numerose e, per certi versi, anche più efficienti. Infatti, con la diffusione delle tecnologie wireless, le connessioni tra dispositivi diversi sono molto più semplici e veloci, e non richiedono alcun cavo.

La connessione mediante il filo, tuttavia, resta quella principale, nonché preferita. Tuttavia, bisogna distinguere in modo piuttosto preciso la connessione via cavo tra un dispositivo Android e un computer e tra uno smartphone con iOS e il notebook. Con Android, infatti, il discorso è molto semplice: basta semplicemente collegare il dispositivo al notebook mediante il cavo.

In alcuni casi, può succedere che il dispositivo non venga immediatamente riconosciuto dal computer: in questo caso è necessario scaricare i driver dal sito del produttore dello smartphone (che può essere Samsung, Huawei, LG o altro) e installare la piattaforma sul computer, grazie alla quale il riconoscimento del terminale sarà molto più semplice.

In altri casi si manifesta un problema leggermente diverso: il dispositivo non viene riconosciuto come unità di archiviazione esterna poiché la funzione non è attiva. In questo caso, a seconda della versione del sistema operativo si dovrà accedere alla precisa impostazione dallo smartphone per attivarla. In molti casi, il comando è presente nel menu a tendina che può essere trascinato dall’alto verso il basso.

Una volta avvenuto il riconoscimento, il dispositivo potrà essere utilizzato come una vera e propria penna USB, gestendo file e cartelle come meglio si ritiene, ed eventualmente aggiungendone di nuovi con un semplice drag-and-drop. Nel caso in cui i file da copiare o da modificare interessano solo la microSD e nel notebook sia presente lo slot apposito, si può operare inserendo solo quella.

Quando si parla di dispositivi iOS, il discorso è sensibilmente diverso. L’iPhone, infatti, non può essere semplicemente collegato al computer: in questo caso sarebbe possibile solo accedere alle foto presenti sul terminale, e in maniera piuttosto confusa. Per poter gestire e sincronizzare i file, in questo caso, è necessaria una piattaforma molto conosciuta, chiamata iTunes.

Quando si connette un iPhone a un notebook, infatti, iTunes si apre automaticamente (se installato) e riconosce il collegamento con il dispositivo. A questo punto, il software chiede se si desidera abbinare il dispositivo al computer, e avviare backup e sincronizzazione. In ogni caso, su iPhone non è possibile utilizzare il semplice drag-and-drop per i file, in quanto bisogna caricarli da iTunes.

Un altro limite che coinvolge iOS ma che non interessa Android è il numero di computer ai quali si può collegare. Un terminale Android può essere usato come unità esterna di archiviazione con ogni computer, mentre uno iOS si può connettere solo a quello dal quale è avvenuta la prima sincronizzazione.

In entrambi i casi, però, si può fare a meno del filo per scambiare i file tra computer e smartphone: è possibile, infatti, impiegare il Wi-Fi. Per iPhone, è iTunes che permette questo tipo di collegamento: basta spuntare la voce “Sincronizza iPhone via Wi-Fi” e il gioco è fatto. Con i terminali Android, invece, il discorso è differente, poiché è possibile usare una delle tante app del Google Play.

Un altro limite di iPhone è l’impossibilità di connettersi al computer tramite Bluetooth. Nonostante lo smartphone dell’azienda di Cupertino sia dotato di un modulo Bluetooth, infatti, il sistema consente la connessione solo con dispositivi compatibili (tutti quelli made in Apple, ovviamente, nonché altri strumenti come speaker, attrezzi sportivi etc.).

I terminali Android, invece, possono impiegare il Bluetooth per connettersi al computer. Se il notebook monta Windows 10, basta andare in “Impostazioni”, accedere al menu “Dispositivi”, selezionare “Bluetooth e altri dispositivi” e avviare la procedura per abbinare lo smartphone.

Quando la procedura sarà completata, l’utente potrà inviare i file dal notebook allo smartphone e viceversa senza l’ausilio dei fili, a patto che i due dispositivi siano sufficientemente vicini.