I MIGLIORI aspirapolvere silenziosi da comprare

Sei indeciso su quale aspirapolvere silenzioso comprare? Questo articolo è stato creato con lo scopo di aiutarti a scegliere il miglior modello più adatto alle tue esigenze

L’aspirapolvere è uno degli elettrodomestici sicuramente più utili in casa, perché permette di ottenere un livello di pulizia e di rimozione della polvere impossibile da raggiungere con i mezzi tradizionali. In aggiunta, l’elettrodomestico permette un notevole risparmio di tempo. Molti modelli in commercio però, presentano un “difetto”: il livello di rumorosità piuttosto alto e in alcuni casi anche molesto. Questo può quindi diventare un elemento di disturbo per i vicini di casa. Con questi presupposti, nelle prossime righe vedremo come scegliere i migliori aspirapolvere silenziosi.

Aspirapolvere silenziosi: perché sceglierli?

Utilizzare un aspirapolvere performante e silenzioso, può diventare persino un piacere, e rendere il momento delle pulizie di casa più “leggero”. Per molti anni però, l’utilizzo di questa geniale invenzione, ha rappresentato per tante persone quasi un tormento, a causa del baccano prodotto.

Il principale motivo quindi per cui scegliere un aspirapolvere silenzioso, è che questi offrono un livello di rumorosità contenuto. Questa caratteristica ti permetterà l’utilizzo dell’elettrodomestico in qualsiasi orario, evitando tu possa arrecare disturbo alle persone presenti nell’abitazione, ma anche ai vicini di casa.

Da non dimenticare inoltre, che se il tuo contratto di energia elettrica dovesse prevedere una fascia bi-oraria, potrai avere anche un risparmio in bolletta utilizzando l’aspirapolvere nelle ore serali, ovvero quelle più economiche. Ad ogni modo, per comprendere meglio il concetto di rumorosità, basti sapere che alcuni modelli tradizionali raggiungono tranquillamente gli 80 db, mentre i migliori silenziosi partono anche dai 58 db. Oggettivamente una differenza considerevole.

I MIGLIORI aspirapolvere silenziosi

Come riconoscerli?

Riconoscere un aspirapolvere silenzioso non è difficile. È sufficiente infatti consultare la scheda tecnica del modello d’interesse, e individuare la voce inerente la rumorosità prodotta, contrassegnata dalla sigla db (decibel).

Più questo valore sarà contenuto, minore sarà il rumore prodotto. E viceversa. Come anticipato, i modelli tradizionali, che quindi non prevedono la caratteristica della silenziosità, hanno livelli massimi stabiliti per normativa di 80 db. Per comprendere ancora meglio il concetto, basti pensare che un autocarro che passa a circa un metro di distanza, produce 85/90 db. Al contrario, i modelli silenziosi, partono dai 58 db.

Aspirapolvere a traino o scopa elettrica?

La scelta di un aspirapolvere a traino, piuttosto che di una scopa elettrica, è quella che tormenta ogni casalinga di questo mondo da parecchi anni. Entrambe le varianti infatti, hanno pregi e difetti che le contraddistinguono, quindi prendere una decisione può risultare un momento complesso.

Innanzitutto, sia quelli a traino che le scope elettriche, esistono con il sacco e con tecnologia ciclonica, ovvero senza sacco. Gli aspirapolvere a traino, detti anche con carrello, sono sicuramente più ingombranti, quindi più scomodi da utilizzare. Tra i punti a favore però, troviamo una maggiore efficienza e una minore rumorosità, vantaggi in questo caso offerti dal motore.

Tale motore è solitamente piuttosto potente, ma anche silenzioso grazie al basso numero di giri. La situazione è diametralmente opposta per le scope elettriche: comode da utilizzare, ma meno potenti e più rumorose.

Dobbiamo comunque precisare che anche in questo campo la tecnologia ha fatto passi da gigante, e non arresta la sua evoluzione. Negli ultimi anni infatti, sono state introdotte sul mercato scope elettriche sempre più performanti e altrettanto silenziose, o comunque poco più rumorose rispetto agli aspirapolvere con carrello.

Aspirapolvere con sacco o ciclonico

Come anticipato, tra i criteri di scelta di un aspirapolvere troviamo quello della tecnologia di aspirazione: con sacco oppure ciclonica, quindi priva di sacchetto. Per le prime, quando tale sacchetto raggiunge la sua capienza massima, dovrai necessariamente sostituirlo.

Questo ricambio ha ovviamente un prezzo, che può variare da modello a modello, ma mediamente possiamo parlare di 1 euro per ogni singolo sacco. Il grande svantaggio in questo caso, oltre al palese costo di gestione, è la scarsa reperibilità del ricambio per i modelli di aspirapolvere meno diffusi. Nei negozi tradizionali può diventare difficile, mentre online la situazione migliora, grazie agli e-commerce.

Al contrario gli aspirapolvere con tecnologia ciclonica non hanno bisogno del sacco per raccogliere la polvere, che andrà a confluire all’interno di un contenitore rigido. Quando tale contenitore sarà pieno, ti sarà sufficiente estrarlo, svuotarlo e chiaramente lavarlo.

Questi modelli azzerano i costi di gestione. Sotto l’aspetto puramente tecnico, il funzionamento è abbastanza semplice. La separazione della polvere da quella che è l’aria aspirata infatti, avviene grazie alla forza centrifuga. Senza entrare eccessivamente nel dettaglio, ti basti sapere che la polvere, seguendo un percorso circolare, si depositerà appunto sul fondo del contenitore.

In comune però, i due modelli hanno il sistema di purificazione dell’aria, che avviene grazie a dei particolari filtri. L’aria entra, la polvere si ferma, e il getto che ne esce e più pulito. Stabilire con certezza quali dei due modelli sia il migliore non è possibile, perché ogni vantaggio offerto, potrebbe corrispondere ad uno svantaggio per alcune persone.

Gli aspirapolvere ciclonici come detto, non hanno bisogno del sacco, quindi si risparmia tempo nel reperire il ricambio, e denaro per acquistarlo. Di contro però, obbligano ad uno svuotamento piuttosto frequente del contenitore di raccolta. In altre parole, entrerai più facilmente a contatto con lo sporco. Con il sacco invece, ti sarà sufficiente estrarlo e gettarlo.

Ulteriori criteri di scelta

Inutile sottolineare come non sia solamente quello della silenziosità l’unico criterio con cui scegliere un’aspirapolvere. Per far sì che tale scelta sia consapevole, dovrai sempre fare riferimento all’etichetta energetica, che riporta alcuni valori importanti.

Vogliamo ricordare che l’etichetta energetica deve essere posta obbligatoriamente sull’elettrodomestico, perché ha lo specifico compito di informare il cliente circa i consumi di energia elettrica e le prestazioni, oltre che sui livelli di rumorosità raggiunti alla massima potenza. Per una lettura corretta di questa scheda informativa, dovrai ricordare che in alto troverai il produttore e il modello in oggetto.

Subito sotto potrai vedere sei barre orizzontali di differenti colori, dal verde al rosso. Queste indicano quelle che sono le classi di efficienza energetica. Si parte con il verde che identifica una classe A+++, e si finisce con il rosso, che corrisponde alla peggiore, ovvero la D.

Sulla destra troverai una freccia nera che stabilisce a quali di queste fasce di consumo appartiene l’aspirapolvere. Successivamente troverai un numero di due cifre, che indica un consumo annuo ipotetico, espresso in kWh. Tale ipotesi di consumo corrisponde ad un utilizzo di 50 volte in un appartamento di 87 mq. Infine potrai identificare altri tre valori, comunque molto importanti, ovvero:

Qualità aria filtrata. Indica la qualità dell’aria che viene reintrodotta nell’ambiente. La classe A corrisponde sempre alla migliore scelta.
Efficacia sui tappeti. Viene indicata l’efficacia dell’elettrodomestico nella rimozione della polvere dai tappeti, con gli opportuni accessori.
Efficacia sui pavimenti duri. Rappresenta la capacità del modello di rimuovere lo sporco dai pavimenti duri, sempre utilizzando gli accessori corretti.

Con queste doverose premesse, l’1 settembre 2017 è entrata in vigore l’attuale normativa che stabilisce alcuni “paletti”:

• La classe energetica minima non può essere inferiore a D.
• La potenza nominale all’ingresso non può essere superiore a 900 watt.
• Il livello di rumore prodotto alla massima potenza, non può superare gli 80 db.
• Il motore dell’aspirapolvere non può durare meno di 500 ore.
• Il consumo annuo non deve superare i 43 kWh/anno.
• La riemissione delle polveri deve essere inferiore all’1%.

In altre parole, tutti questi parametri indicano il livello qualitativo minimo sotto il quale l’aspirapolvere non può essere commercializzato. Una sorta di garanzia per il consumatore.

Quanto costano?

Quello degli aspirapolvere silenziosi è un mondo piuttosto ampio. In commercio infatti, possiamo trovare centinaia di modelli differenti, con caratteristiche e specifiche tecniche diverse. Senza dimenticare che anche il brand chiaramente incide sul prezzo finale.

Proprio per questo motivo, stabilire un costo universale non è possibile. Possiamo però indicare un range di prezzo medio entro il quale potrai muoverti. I modelli più economici, di marche inferiori, partono dai 60-70 euro. Quelli più costosi invece, soprattutto le scope elettriche ricaricabili a batteria, possono raggiungere anche centinaia di euro. Ad ogni modo, con una spesa di poco superiore ai 100 euro, potrai assicurarti un modello di buona qualità.